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La Corte dei Limoni
...tuffatevi tra il verde e il giallo e gustatene l'asprezza...
venerdì, 01 agosto 2008, 17:36
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Riuscire a sollevare da terra un'anguria di dodici chili, senza nemmeno rompersi un'unghia e senza avvertire il minimo risentimento nella zona lombare, è una gran soddisfazione.
Farsi trenta scalini di una scala a chiocciola a salire con suddetta anguria stretta tra le braccia, ammirando i propri bicipiti in tiro, torniti, lucidi e abbronzati pensando "Però!", può dar un senso alla giornata.
Tentare di uccidere una zanzara tigre mentre si han davanti gli ultimi tre scalini della suddetta scala a chiocciola, pensando di riuscire a reggere i dodici chili della su-suddetta anguria con il solo braccio sinistro liberando dalla presa la mano destra affinché questa riesca a spiaccicare il temibile insetto, può far sentire molto stupidi.
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Starsene due settimane attaccata allo scoglio indicato dalla freccia rossa a respirare iodio, ascoltando le minchiate dei vicini d'ombrellone (bla bla bla... "A Rimini si sta da Dio! Non c'è un filo d'umidità e i servizi sono il top"...bla bla bla... " Mia nonna di 80 anni prende casa qui a Castro tutti gli anni, ma dobbiamo portarle la carne da San Cassiano perché qui ci sono solo pescherie! Com'è possibile che non ci sia una macelleria qui al centro?..." e pensare: "beh, una soluzione ce l'avrei: alzate il culo te e tua nonna e andatevene a Rimini!...", e pensare ancora, mentre si sfogliano le pagine di un pessimo acquisto in libreria, che proprio nulla potrebbe rompere l'incanto... può far stare da Dio!
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Scendere gli scalini abilmente scolpiti nella roccia che degrada a mare per immergersi gradualmente in questo mare meraviglioso, assumendo la posa plastica della "tipa da spiaggia" (pancia in dentro, petto in fuori, glutei contratti), cercando disperatemente di tenere l'equilibrio proprio lì sugli ultimi scalini ricoperti di scivolosissimo muschio e finire improvvisamente in acqua fingendo d'aver azzardato un tuffo di nuova concezione tipo "arcuato laterale simil angelo caduto in volo"... può far molto molto male.
spremuto da Rudiae· alle ore 17:36; permalink · commenti (37)
sabato, 19 luglio 2008, 19:35
Lo so: il giallo dei girasoli dei campi dell'Appennino marchigiano e il verde dei boschi fanno pendant con le tinte del mio blog... 
...ma volete mettere i toni del blu del cielo e del mare che si fondono tra spiagge bianche e torri saracene sulla meravigliosa costa del Salento?! 
spremuto da Rudiae· alle ore 19:35; permalink · commenti (34)
lunedì, 14 luglio 2008, 11:37
Marlen ha un sorriso che ti cura l'anima. Ogni volta che viene a trovarmi, scendendo a valle dal suo casolare sperduto tra i boschi dell'appennino, ha qualcosa per me. In genere sono le sue preziose marmellate. Spesso mi regala cioccolata. Talvolta anche rimedi omeopatici per i miei malesseri. La scorsa settimana lei e il suo terapeutico sorriso m'han portato un sacchetto giallo. "Qui dentro ci sono i profumi della tua terra" e mi son ritrovato tra le mani un involucro contenente 50gr. di preparato per tisane sprigionante odori inebrianti. Sonnentee Erdbeer-Orange recita la teutonica etichetta ed io, che con le lingue straniere ho un rapporto di reverenziale rispetto (nel senso che ad esse mi inchino e ad esse soccombo mantenendo le dovute distanze), sniffando mi sono limitata a dire : "si sente che c'è anche l'arancia". Stamattina ho fatto colazione con la multiaromatica tisana tedesco-salentina di Marlen. E un po' mi son sentita a casa. Ci ho sentito il sole, la terra e il mare. Anche il vento. Un po' anche il profumo dei paramenti sacri di un greco metropolita ortodosso... e di un libro che ho amato particolarmente. 
spremuto da Rudiae· alle ore 11:37; permalink · commenti (30)
lunedì, 07 luglio 2008, 10:28

  

Mi rimpasto. E stavolta mi lavoro energicamente, come il miglior preparato per pizze lasciato a lievitare per ore e poi riamalgamato con vigore ed energia. Mi rimpasto e mi lascio a riposare ancora, affinché la nuova lievitazione aiuti ad espellere I corpi estranei in una sorta di catarsi che mi liberi dalle puzzolenti e infestanti pustole. BLEAAA! Mi rimpasto e non ci aggiungo altro… ché a me va bene così: acqua, farina, lievito e un pizzico di sale. Anche se i palati fini e i migliori gourmet sostengono di cogliere sfumature nascoste, componenti misteriosi… io continuo a farmi di acqua e farina, in semplicità, ché a me va bene così! Mi rimpasto e stavolta però non ce n’è per nessuno. Mi pappo da me! GNAMMM!
spremuto da Rudiae· alle ore 10:28; permalink · commenti (46)
martedì, 01 luglio 2008, 16:07
 Prepotentemente necessario il silenzio. Ho bisogno di starmene zitta per un po'. ...ancora un po'!
Temo di disturbare il riposo. 

Temo di alterare sincronie. 
Temo di rompere gli equilibri 
...e polverizzare rocce. 
E nell'Oceano di Silenzio dove non tace la voce dell'amicizia... URLO un grazie a Shera che mi ha coinvolta in un elettrizzante week end tra Genova, San Fruttuoso e Nervi e SUSSURRO un fragoroso abbraccio a DreamLady che ci ha "guidate" generosamente per la sua città.
spremuto da Rudiae· alle ore 16:07; permalink · commenti (38)
giovedì, 12 giugno 2008, 16:40
Erano tempi in cui appena finita scuola... tutti al mare! Fiat Millecento celeste stracarica dell’armamentario necessario per trascorrere un pomeriggio in spiaggia, ché di lidi attrezzati trent’anni fa ce ne erano si e no due in quel tratto di spiaggia ionica, ché il Salento era terra sconosciuta per molti o semplicemente Terra del Rimorso per qualcuno… e terra di duro lavoro per chi aveva deciso di non abbandonarla barattandola con un posto in fabbrica in Svizzera o Germania.
Erano tempi in cui a Giugno era estate già da un pezzo e il mare e il sole facevano un gran bene: ricordo papà mangiare un boccone al volo subito dopo il lavoro e noi tutti già pronti ad aspettare... e talvolta si aspettava tutti pronti invano: poteva succedere qualcosa all’ultimo momento e papà lo rivedevamo a cena. E infondo non mi dispiaceva più di tanto, ché per me andare al mare significava sottrarre tempo e spazio ai giochi con le mie amiche.
Da Angela ci andavo comunque dopo, al rientro, prima di cena. Angela era la mia compagna di banco alle elementari e abitava a pochi passi da me, in una casa costruita per parte sulla bottega del padre falegname. C’era un gran terrazzo dal quale, scavalcando un muretto si accedeva ai terrazzi delle abitazioni adiacenti. Ci siamo infilate dovunque, scavalcando quei pochi centimetri che separavano le proprietà delle diverse abitazioni. Ci sentivamo padrone dell’intero isolato scorazzando tra il bucato di tutto il vicinato. E per merenda c’era pane fatto in casa custodito in un tavolo-madia enorme (la mattra-banca), affettato con una gestualità regale dalla bellissima Luigina, la mamma di Angela: strofinaccio poggiato subito sotto il seno e il pane tenuto fermo lì con la mano sinistra; un chilo di pane perpendicolare al corpo veniva abilmente affettato con affondi di coltello che sembrava scivolare come se si tagliasse burro morbido. Poi un trionfo di Nutella completava l’opera… e mangiavamo sempre di corsa, magari giù in falegnameria dove il profumo di pane e cioccolata si mescolava a quello della polvere dei legni. Quella bottega era un posto incantato: camminavamo morbidamente su cumuli di segatura attraversando enormi spazi dove tutto era beige. Oggi questo mio blog compie un anno. Ho esordito 365 giorni fa, stimolata da Aurora e sicura che avrei chiuso a breve. Invece mi ritrovo, seduta qui mentre fuori diluvia, a scrivere ancora e a leggervi con grandissimo piacere… pensando al mio mare, alle mie amiche di infanzia ancora presenti, alle mie adorabili amicizie recenti e a tutti voi che mi arricchite giorno per giorno. Mi auguro di continuare quest'avventura con lo spirito che mi ha animata fin ora e un GRAZIE di cuore a tutti voi che avete la pazienza di seguirmi per sentieri che chissà dove ci porteranno.
spremuto da Rudiae· alle ore 16:40; permalink · commenti (68)
giovedì, 05 giugno 2008, 13:08

Sarà che è proprio vero: con l'avanzare dell'età tutto cambia e non si dimagrisce più con la facilità di un tempo. I miei rotoli di grasso straripante non m'abbandonano nemmeno a furia di chilometri percorsi all'alba né tantomeno a botta di rinunce enogastronomiche. Poi 'sta moda balorda del "tutto scoperto-tutto attillato-tutto vita raso chiappe" proprio non aiuta le rotolo-dotate. Che bello sarebbe poter indossare crinoline e busti fascianti tutti stecche, lacci e merletti, lasciarsi modellare strizzata in setosi corsetti. Sarebbe appagante riuscire ad ingannare anche l'occhio più esperto costretta in corpetti rigidissimi e asfissianti anzicché combattere con jeans a vita bassa col divieto assoluto di chinarsi-piegarsi-sedersi e maglie strech che evidenziano anche nei e cicatrici. ...per poi, giunta sera, "sfasciarsi" in rigorosa penombra! (magari canticchiando Bella Ciccia dei Radici nel Cemento)
spremuto da Rudiae· alle ore 13:08; permalink · commenti (47)
mercoledì, 28 maggio 2008, 17:34
Metti una serata finita che era quasi l'una, canticchiando Lou Reed con un pizzico d'orgoglio salentino chiamato Aram Quartet e una mattinata iniziata alle sei con un caffè e una passeggiata lunga più di un'ora conclusasi in edicola ad incantarti sulle immagini di un libro su Carl Larsson. 
Metti che su questo Carl Larsson vuoi proprio sapere di più e ti fiondi su internet e ti fai stordire dalla serenità che trasuda dai sui dipinti... 
...e anche dalla luce che dalle tele attraverso lo schermo sembra voler illuminarti la mente. 
Mettici pure che c'è una frase di Boudelaire che hai trovato irresistibile ficcata nel testo di una canzone di Morgan ("chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere"!) e che ti torna in mente così come ti tornano in mente, per tutt'altri percorsi, gli iris di Van Gogh (anche se i toni del blu in pittura li hai sempre detestati) 
...e che ti bastano queste due cose per stamparti un faccia un sorriso da ebete. Ecco fatta una giornata illuminata e bastevolmente felice!
spremuto da Rudiae· alle ore 17:34; permalink · commenti (43)
martedì, 20 maggio 2008, 16:28
La…la…lalla-lalla-là… io e le mie scarpette da jogging siam pronte per andare a fare la "passeggiata quotidiana tutta salute". La… la… lalla-lalla-là… io e i miei pantaloni di tuta "aderenti al punto giusto", fieri e sicuri di noi stessi, siam pronti a varcare la soglia per affrontare un’ora e mezza di passo veloce per i sentieri ombrosi di montagna (magari però prima lego la maglia sui fianchi). Dicono che un minimo di attività fisica costante faccia bene un po’ a tutto: cuore, articolazioni, tono muscolare, cellulite. Allora io cammino. La… la… lalla-lalla-là… io e la mia tuta incrociamo quasi tutti i giorni la bellissima Fatima, il suo abito lungo e il suo velo. La… la… lalla-lalla-là… ascolto musica dal telefonino che dà il ritmo ai miei passi e mi lascio alle spalle il paesello, dirigendomi verso una piccola frazione di campagna procedendo rigorosamente contromano, ché è più sicuro. Brum, brum… brum-brum... borbotta in lontananza quello che sembra essere il motore a scoppio di una moto sega. Il brum brum si fa però più vicino e sul ciglio opposto della strada mi vedo sorpassare da un motorino sovrastato da un omone sulla settantina che straborda dalla sella. Il casco che a stento contiene un capoccione enorme si volta e spunta un sorriso… intanto io abbasso la testa e d’istinto compongo il 112 sul telefonino, ché non si sa mai. Il brum brum s’allontana insieme a qualche mia inopportuna imprecazione. La… la… lalla-lalla-là … continuo il mio percorso canticchiando e riacquistando sicurezza. Roooow… stavolta il rumore quasi assordante l’ho sentito subito vicino: una moto di grossa cilindrata procede alla mia destra a velocità sostenuta. Una tuta tutta nera segna la sagoma snella di un motociclista (“voltati, voltati…!") e, indifferente, in una frazione di secondo sparisce piegata su una curva a sinistra. La… la… lalla-lalla-là… guardo il display del cellulare e, avvilita, premo la cornetta rossa sul 112. La… la… lalla-lalla-là… procedo pimpante: sono ormai a più di metà percorso. Russssssh…percepisco in lontananza un vociare confuso e in breve uno sciame di ciclisti perfettamente depilati mi attraversa come fossi un ectoplasma. Una ventata furiosa mi fa fare mezzo giro su me stessa: nessuno dei tornitissimi atleti ha percepito la mia presenza. Mi tasto per saggiare la mia consistenza corporea: c’è! E mi basta… “La… la… lalla-lalla-là… Quanta gente tutta in piedi
ed io eccomi qua…
A disagio come sempre che mi chiedo
“che cos’ho che non va?!” mi canta Giorgia in cuffia e io annuisco.
Ih ih ih: il suono di una risata sovrasta la musica che ho in cuffia. (“All’improvviso ti vedo arrivare
sorridente come piace a me
Hai l’aria di essere sbagliato e complicato
come piace a me… continua Giorgia”)
Alzo la testa e incrocio lo sguardo con quello di un vecchietto sui 100 spinto in carrozzina da una badante. Mi scruta da capo a piedi, mi sorride con le sole gengive e mi dice: “Ciao bella”. Ricambio il sorriso e vado oltre. Mi volto, si volta per controllare il lato b… arrossisco e alzo il passo.
La… la… lalla-lalla-là…“Fanculo, domani non esco!”
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mercoledì, 14 maggio 2008, 16:10

"I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare? Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù. Ehi turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milua e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C’è chi ha fumato veleni all’ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese, non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese. 
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù. 
E’ vero, qui si fa festa, la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si fonda finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare compare nei campi di pomodori la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati nei barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita. 
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù. 
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te." Le fotografie in bianco e nero sono di Luca Bonanomi .
spremuto da Rudiae· alle ore 16:10; permalink · commenti (34)
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